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Chef Minchillo, nuova stella Michelin partita dall’alberghiero “Enrico Mattei” di Vieste

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Foggia ha finalmente uno chef stellato. La prestigiosa guida Michelin ha infatti assegnato la Stella 2023 a Michele Minchillo, titolare di Vitium, un ristorante gourmet situato in un palazzo del 1300, nel centro storico di Crema. Minchillo (che si aggiunge al suo concittadino Michele Cobuzzi dell’Anima, ristorante milanese di chef Enrico Bartolini e al peschiciano Domenico Cilenti, stellato del Porta di Basso) vive in Lombardia da qualche anno, ma è fieramente foggiano e ha studiato sul Gargano, precisamente all’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Enrico Mattei” di Vieste. Tenace e innovativo, chef Minchillo vanta un notevole bagaglio di esperienze, nonostante la sua giovane età. Dopo la scuola alberghiera, Michele ha infatti deciso di terminare i propri studi all’Alma di Gualtiero Marchesi. A soli 18 anni. Nel 2011, dopo il diploma, il giovane chef foggiano ha fatto esperienza sia in Italia (Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Alto Adige) che all’estero (Londra, Dubai, New York). Tra quelle più importanti, un’esperienza alla Palta della chef Isa Mazzocchi, anche lei stellata Michelin, al Pont de Ferr di Matias Perdomo e a New York, Williamsburg nel bistellato ristorante Aska di chef Fedrik Berselius. Queste esperienze hanno portato Michele a studiare da vicino le contaminazioni nordiche in cucina. A 25 anni è il momento di mettersi in proprio, ed è così che ad aprile del 2019 ha aperto Vitium a Crema, in provincia di Cremona. Michele è chef e titolare. La sua passione per la cucina nasce per il bisogno di rendere felici, di soddisfare chi ha il piacere di provare qualcosa creato partendo da “zero”. Michele è stato particolarmente apprezzato dalla guida Michelin, che ha citato nell’omonima guida la sua oramai celebre ‘Cacio e pepe con tartare di gamberi e lime’.
“La Stella Michelin la dedico alla mia famiglia, che mi ha dato la possibilità di arrivare fino a questo punto – ha detto Minchillo – e alla mia terra, la Puglia, che è in ogni mio piatto, anche se spesso con note nordiche”. Ma la cucina è condivisione e contaminazione e proprio questa attitudine ad unire le peculiarità dei sapori e delle tecniche provenienti da tutto il mondo è stata l’arma vincente per lo chef stellato foggiano, che non ha alcuna intenzione di fermarsi qui.

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