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Il Comitato per il Pronto Soccorso rimarca i veri ed irrisolti problemi della sanità a Vieste

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pronto-soccorso-005Comunicato stampa del Comitato pro Permanenza e Potenziamento del Punto di Primo Intervento di Vieste.

“Il Comitato saluta con favore il risultato ottenuto circa la seconda ambulanza medicalizzata per il solo periodo estivo ma ritiene che bisogna fare chiarezza su alcuni punti.

A noi sembra più che normale che il Sindaco di una città abbia “ottime relazioni” e abbia avuto un “interessamento diretto dei vertici regionali” in quanto è dovere del primo cittadino raccogliere e portare innanzi agli enti preposti tutte le problematiche relative alla salute dei propri cittadini.

Riteniamo che il diritto alla salute sia un diritto e non un favore ottenuto, pertanto non dovrebbe essere necessario ringraziare qualcuno.

Riteniamo, invece, ingiusto il fatto che vengano ignorati 2.500 cittadini firmatari della petizione, i quali chiedono legittimamente alla Regione Puglia di non essere declassati e penalizzati con la soppressione del P.P.I. (Punto di Primo Intervento).

Nonostante la seconda ambulanza estiva sia stata attivata è opportuno ricordare che tutte le altre problematiche sono ancora irrisolte.

La Radiologia continua ad essere insufficiente specie in questo periodo di massimo accesso in quanto il radiologo referta solo 3 giorni a settimana ed i macchinari lavorano dal lunedì al venerdì e solo di mattina.

A cosa serve la macchina per la risonanze magnetiche (che intanto giace nei magazzini della Asl) se non c’è chi potrà poi permetterne l’utilizzo.

Logica vorrebbe invece che si ricorresse alla teleradiologia almeno per 12 ore al giorno e per 365 giorni all’anno.

Non è accettabile che il laboratorio analisi venga smantellato così come previsto dal riordino dei servizi sanitari distrettuali e che il “minilab” che doveva giungere dal primo giugno sia rimasto lettera morta.

Ci domandiamo poi come è possibile, visti i recenti sforzi finanziari della ASL, che il servizio accettazione ticket debba funzionare a mezzo servizio creando file interminabili.

Per quanto riguarda il P.P.I. ricordiamo che le ultime notizie risalgono al BURP del 14 marzo in cui veniva ribadita la sua soppressione e trasformazione in postazione di 118 medicalizzata.

Lo scorso 15 maggio abbiamo inoltrato formale richiesta al Sindaco, Giunta e Consiglieri tutti di analizzare quanto riportato dal BURP regionale al fine di operare, nei termini di legge, formale ricorso amministrativo avverso una norma che penalizza il nostro territorio che, sebbene disagiato, viene considerato al pari degli altri e quindi destinato alla soppressione del P.P.I.

Ci risulta che ai Consiglieri tale istanza non sia stata nemmeno consegnata ed alla data odierna non abbiamo ricevuto nessun riscontro né dal Sindaco e neppure dalla Giunta.

Ad oggi questi problemi rimangono su un tavolo al quale nessun interlocutore intende partecipare.

Ci auguriamo che quel dialogo che sino ad ora non c’è stato possa finalmente nascere e permettere la risoluzione rapida e concreta delle problematiche sanitarie viestane.

Vogliamo essere ascoltati perché i cittadini sono stanchi di rassicurazioni o promesse e si attendono per 365 giorni all’anno adeguati servizi e prestazioni sanitarie.

Confrontarsi con i cittadini è e deve essere una prerogativa del primo cittadino alla quale non ci si può sottrarre se si vuol essere davvero il Sindaco di tutti e non solo di alcuni.

Sbandierare risultati ottenuti solo a metà e denigrare il Comitato significa invece infangare tanta gente di buona volontà che dedica liberamente il proprio tempo per un giusta causa e senza alcuna voglia o necessità di farsi pubblicità”.

Il Comitato pro Permanenza e Potenziamento del Punto di Primo Intervento di Vieste
Avv. Vincenzo Disanti

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