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Cristina, la raccolta fondi continua: «Aiutateci a non fermarci»

La speranza non si ferma, anche quando il percorso diventa più difficile e gli ostacoli sembrano moltiplicarsi. Per Cristina, 49 anni, e per la sua famiglia, la battaglia per accedere a una terapia ritenuta fondamentale prosegue, ma con un cambiamento improvviso che rende necessario un nuovo, grande sforzo collettivo.

A raccontarlo è il marito, Pasquale Spina, che con un messaggio carico di emozione e gratitudine si rivolge a tutti coloro che, fino a oggi, hanno sostenuto la raccolta fondi avviata per aiutare Cristina ad affrontare il suo percorso di cura.

«Vogliamo iniziare dicendovi un immenso grazie», scrive Pasquale. «La vostra generosità e il vostro affetto ci stanno dando una forza che non pensavamo di avere».

Parole che restituiscono il valore di una solidarietà capace di trasformarsi in un sostegno concreto per una famiglia che non intende arrendersi.

Un cambiamento che impone nuove sfide

Quando la raccolta fondi è stata avviata, l’obiettivo era stato fissato a 250.000 euro. La cifra era stata calcolata sulla base della possibilità, allora ritenuta concreta, di importare in Italia il Daraxonrasib, il farmaco di cui Cristina ha bisogno, attraverso canali ufficiali e con la possibilità di ricevere il trattamento in un ospedale italiano.

Il budget iniziale avrebbe dovuto coprire circa sette mesi di terapia, nell’attesa dell’ipotizzata approvazione del farmaco in Europa, prevista allora per la metà del 2027.

Il percorso, però, ha incontrato ostacoli imprevisti. Secondo quanto riferito dalla famiglia, le difficoltà burocratiche e le questioni legate ai protocolli etici e di importazione hanno impedito di procedere con l’acquisto e la somministrazione del farmaco in Italia.

Una notizia che ha costretto Cristina e i suoi familiari a rivedere completamente i propri piani.

«Questo imprevisto ci ha messi davanti a un bivio. Ma per Cristina, per la sua forza e per i suoi 49 anni, arrendersi non è un’opzione», racconta Pasquale.

La strada verso gli Stati Uniti

L’alternativa individuata dalla famiglia è quella di raggiungere gli Stati Uniti per valutare e intraprendere il percorso necessario ad accedere alla terapia.

Una scelta che comporta un impegno economico ben superiore a quello previsto inizialmente. Non si tratta più soltanto di sostenere il costo del farmaco: bisogna mettere in conto anche le visite oncologiche, gli esami diagnostici, le TAC prima delle somministrazioni e il monitoraggio specialistico costante.

Sulla base delle prime stime ricevute attraverso i contatti ospedalieri, la famiglia riferisce costi compresi tra i 25.000 e i 30.000 dollari al mese.

A queste spese si aggiungono i viaggi, la permanenza negli Stati Uniti e la necessità di tornare periodicamente oltreoceano per i controlli e per reperire ulteriori quantità del farmaco, secondo le modalità e i limiti applicabili alla sua distribuzione e al trasporto.

Un percorso complesso, che richiede risorse economiche importanti e una pianificazione difficile da affrontare senza l’aiuto di tante persone.

La raccolta fondi continua: ogni contributo può fare la differenza

È proprio alla luce di questo nuovo scenario che la famiglia ha deciso di aumentare l’obiettivo della raccolta fondi. Una decisione maturata non per scelta, ma per necessità, con la consapevolezza che il percorso davanti a Cristina sarà più lungo e costoso di quanto immaginato.

Per questo Pasquale rinnova il suo appello a chi ha già donato e a chi ancora non conosce la loro storia.

Ogni contributo, anche piccolo, può aiutare la famiglia a sostenere le spese necessarie per affrontare questo viaggio. E anche condividere il link della raccolta fondi può diventare un gesto prezioso: raggiungere nuove persone significa dare alla solidarietà la possibilità di crescere.

Dietro ogni donazione ci sono una persona, una famiglia e il desiderio di poter affrontare ogni possibilità concreta di cura. Ci sono Cristina, i suoi 49 anni e la determinazione di chi le sta accanto ogni giorno, senza smettere di cercare una strada.

«Ogni singola donazione in più, ogni condivisione di questo link, sarà il mattone che permetterà a Cristina di prendere quel volo, di sedersi davanti a quegli oncologi americani e di ricevere la cura che merita», scrive il marito.

E il suo messaggio si conclude con una richiesta semplice e profonda: «Vi preghiamo di continuare a camminare al nostro fianco. Non permettiamo alla burocrazia di fermare la speranza».

Pasquale, Cristina, Luisa e Lucia tornano così a rivolgersi alla generosità di tutti, con gratitudine per quanto è stato fatto e con la speranza di poter continuare il cammino.

La raccolta fondi è ancora aperta. Per aiutare Cristina, è possibile effettuare una donazione o condividere la campagna GoFundMe:

https://gofund.me/777bc2bdc

Perché, quando una famiglia si trova ad affrontare una sfida così grande, anche un piccolo gesto di solidarietà può contribuire a farle sentire di non essere sola.

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