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L’Europarlamentare Elena Gentile a tutto campo: “Realizzare a Vieste l’ospedale di comunità”

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”La qualità dei servizi di cui è possibile usufruire, soprattutto in termini di offerta sanitaria, culturale, sicurezza e viabilità, è il biglietto da visita più attrattivo per qualsiasi località, tanto più se di grande rilievo turistico come il promontorio garganico e la sua capitale, Vieste.
E invece, proprio nella città di Vieste, meta estiva – e non solo – di centinaia di migliaia di turisti e visitatori, si sta consumando da tempo una telenovela divenuta oramai stucchevole e non più sopportabile. Protagonista principale il Direttore Generale della ASL, trama la declinazione in peggio del modello organizzativo del presidio sanitario di emergenza urgenza, esito finale un danno enorme non solo per i cittadini viestani e dell’intero territorio, ma anche per la tenuta turistica.
E tutto questo con il citato Direttore Generale della ASL che tira il sasso e nasconde la mano: prima declassa il Presidio di Primo intervento a Punto di primo intervento territoriale (con il ricorso al 118 che, come si sa, versa peraltro in condizioni di grande disagio) poi rassicura Istituzioni e Cittadini che tanto non cambia niente in termini di fornitura del servizio perché i due modelli sono sostanzialmente sovrapponibili.
Nel contempo, però, rifiuta qualsivoglia confronto di merito e contraddittorio. Perché mai, se è certo di dire la verità?
Da mesi, e non solo per chi scrive, la cronaca dei fatti sta dimostrando l’esatto contrario. Semmai ve ne fosse bisogno basterebbe la riduzione dei giorni utili per eseguire i prelievi ematici per dimostrare che ci troviamo di fronte a un avvicinamento a tappe forzate all’obiettivo finale: smantellare di fatto un presidio che, pur fra mille difficoltà, ha garantito alla comunità viestana e del promontorio almeno i servizi fondamentali.
Il Sindaco della Città da mesi è costretto ad inseguire il Direttore Generale nella continua e snervante altalena del “togliere” per poi a parole concedere.
Sapendo, entrambi, che l’unica, possibile ed ottimale soluzione non è quella di ripristinare il modello dei Punti di primo intervento ma quella di realizzare nel complesso sanitario un Ospedale di Comunità, come previsto da una legge dello Stato, il D.L. 70 del 2015.
Il quale, con una norma che sembra scritta apposta per le caratteristiche del territorio viestano, ipotizza per tali fattispecie la realizzazione di una struttura ospedaliera con la previsione di posti letto per degenze mediche e chirurgiche che affiancano il pronto soccorso e le diagnostiche per immagini e di laboratorio. Norma, ripeto e sottolineo per chi di dovere, che si preoccupa meritoriamente di assicurare i livelli di cura essenziali in aree particolarmente disagiate geograficamente, con collegamenti viari complicati che dilatano i tempi di percorrenza verso gli ospedali di rango superiore, tanto più con i picchi di presenze stagionali.
Se il Sindaco di Vieste vorrà condividere questa battaglia, noi saremo al suo fianco. E, insieme, coinvolgeremo il Presidente Emiliano. Come assessore al ramo ma, soprattutto, come Presidente di questa Regione.
Perché l’Ospedale di Comunità a Vieste non significa solo sanità ma anche attrattività turistica e sviluppo economico. Per il Gargano, la provincia di Foggia, e l’intera Regione”.
On. Elena Gentile

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