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Farmaci per l’ipertensione, ora si pagano – Decreto dell’ex ministra Lorenzin

Dal 1° aprile in virtù della revisione annuale delle esenzioni ticket

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La revisione annuale delle esenzioni ticket ha portato una brutta sorpresa a tutti gli italiani. È l’effetto dei nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza, approvati lo scorso anno: il ministero della Salute ha infatti modificato il regime delle malattie croniche, introducendo nuove patologie che danno diritto all’esenzione ma anche modificandone alcune. A partire dall’ipertensione: da quest’anno l’esenzione totale (che dà diritto ai farmaci gratuiti) è garantita solo ai malati più gravi, cioè quelli con danno d’organo.
Il problema è che nonostante la novità fosse nota da oltre sei mesi e fosse stata diffusa anche dalle società scientifiche, l’aggiornamento non è stato effettuato né i medici di base hanno provveduto a informare i pazienti. In molti lo hanno scoperto in questi giorni, chiedendo lumi alle Asl oppure ai Distretti, mentre la Regione – avendo rilevato il problema attraverso i meccanismi informatici – lo aveva comunicato prima di Pasqua attraverso una circolare.
In base alle vecchie esenzioni (scadute il 31 marzo) e calcolando anche le doppie diagnosi, ci sono circa 400mila ipertesi in Puglia. Soltanto la metà ha un’ipertensione per danno renale o altro danno d’organo e dunque – in base ai nuovi Lea – avrà diritto a mantenere l’esenzione completa. La riqualificazione andrebbe fatta dal medico di medicina generale, tramite il portale informatico Edotto. La Regione sta collaborando con i medici nel tentativo di trovare una soluzione che non appesantisca il loro lavoro e che, allo stesso tempo, non penalizzi i pazienti. La stessa situazione si sta peraltro verificando in altre regioni, sempre per via di un corto circuito informativo sul Dpcm di settembre 2017 che ha introdotto i nuovi Lea.
Il decreto ha introdotto nuove esenzioni per Bpco, osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, i casi gravi di endometriosi e la sindrome da talidomide. Gli attestati di esenzione vengono rilasciati dalle Asl e hanno durata variabile a seconda della patologia.

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