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Il Pd foggiano vuole cacciare Prudente e Clemente – Gli interessati: “Siamo esterrefatti”

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leazzaroneIl Partito Democratico ha scelto di sostenere la lista Futura ed il candidato sindaco Nicola Rosiello.
 Questo significa che nessuno può utilizzare il nome ed il simbolo del PD, sia nei social network che nelle piazze, per affermare una linea politica diversa e chiedere il voto per i candidati di altre liste.
 Diffido i signori Paolo Prudente, Francesco Clemente (per i quali è stata attivata la procedura di espulsione di fronte alla commissione provinciale di garanzia) ed altri all’utilizzo del nome e del simbolo del PD, che a Vieste è rappresentato esclusivamente dalla segreteria del circolo, Federica Castagnetti, e dal gruppo dirigente legittimamente eletto al congresso.

Chiedo agli stessi, o a chi per loro, di cancellare la sigla ed ogni altro riferimento al Partito Democratico dalla pagina facebook “PD Viestano” per evitare il ricorso alle autorità competenti.
 Il PD è impegnato con tutti i suoi rappresentanti istituzionali a contribuire alla vittoria di Nicola Rosiello, come dimostrato dalla presenza a Vieste nei giorni scorsi del capogruppo alla Camera Ettore Rosato, del coordinatore del comitato di reggenza provinciale Michele Bordo e della parlamentare Colomba Mongiello.

 

Lia Azzarone – Pd di Capitanata

 

LA REPLICA DI PRUDENTE E CLEMENTE

Le ultime dichiarazioni a mezzo stampa di Lia Azzarone ci lasciano quanto mai esterrefatti. Lia Azzarone risulta, infatti, tra i firmatari del documento con cui il comitato di reggenza provinciale del Pd dichiarava l’accordo elettorale tra una parte del Pd e buona parte di Forza Italia: “un errore da correggere”, questo documento-fatwa, (così definito nella replica di Ragni e compagni), proseguiva: “Sarebbe molto complicato spiegare ai cittadini di Vieste le ragioni che inducono il PD a siglare un accordo con la forza politica contro cui ci siamo battuti per anni”. Ma evidentemente, Lia Azzarone non legge ciò che firma. Ci domandiamo, pertanto, se Lia Azzarone stia parlando a titolo personale o a nome di tutto il comitato di reggenza. E soprattutto ci domandiamo come sia possibile che i vertici del Pd accettino, senza colpo ferire, che i loro rappresentanti locali releghino il Pd viestano ad un ruolo di totale subalternità politica rispetto a Forza Italia. Perché è di questo che stiamo parlando. Infatti, come è stato dichiarato dal segretario provinciale di Forza Italia Raffaele Di Mauro, il candidato sindaco Rosiello, come altri della lista che lo appoggia tra cui l’ex coordinatore e vice coordinatore di Forza Italia, sono tuttora parte integrante del suddetto partito e non hanno mai lontanamente manifestato l’idea stessa di abbandonarlo. Anzi, a più riprese, hanno affermato di sentirsene parte integrante e di non voler mollare la presa. Qualcosa non quadra. Perché il Pd locale deve farsi carico dei risultati a dir poco penosi e insoddisfacenti dell’amministrazione di centro-destra oramai decaduta invece di esaltarne la propria diversità politica e amministrativa? Ed è francamente comico che l’unico problema all’ordine del giorno sia la nostra esclusione dal partito, piuttosto che un’attenta analisi sui problemi della città e del partito medesimo a livello locale. Un partito oramai ridotto a pochi iscritti e pochissimi partecipanti attivi che non rappresentano più nessuno. Questa è l’amara e cruda realtà e bisogna farsene carico. É una situazione non più procrastinabile. Altrimenti si finisce per prestare il fianco a personaggi politici come Giandiego Gatta, che provocatoriamente dichiara che: “Nicola Rosiello è un uomo del PD, benedetto da Michele Bordo, Colomba Mongiello, Ettore Rosato e Paolo Campo”. Il PD a Vieste, faccia la sua scelta e tracci la sua linea politico-amministrativa senza ambiguità, altrimenti i tanti elettori di centro sinistra non saranno più disposti a seguirlo.

 Paolo Prudente  Francesco Clemente

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