Caro gasolio e crisi dell’olio, Starace al presidio degli agricoltori di Vieste: «Porto le loro richieste in Regione»
La consigliera regionale ha incontrato i manifestanti sul lungomare Enrico Mattei prima di partire per Bari. Al centro della protesta il costo del carburante agricolo e il crollo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva
VIESTE, 15 ottobre 2026 – Il caro gasolio agricolo e il calo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva sono al centro della mobilitazione che da lunedì interessa il Gargano e la Capitanata, coinvolgendo agricoltori e autotrasportatori. Questa mattina, sul lungomare Enrico Mattei a Vieste, la consigliera regionale Graziamaria Starace ha raggiunto gli agricoltori in presidio, con i quali era già in contatto da giorni.
Due le principali criticità denunciate dal comparto: il prezzo del gasolio agricolo, salito oltre 1,60 euro al litro, e le quotazioni dell’olio extravergine, che secondo quanto riferito dagli operatori non coprirebbero più i costi di produzione. Una situazione che rischia di ripercuotersi anche sulla raccolta delle olive, con il pericolo che parte del prodotto resti sugli alberi.
Al termine dell’incontro, Starace è partita alla volta di Bari per sottoporre le richieste degli agricoltori all’attenzione della Regione Puglia, chiedendo interventi in grado di rispondere alle difficoltà del settore.
«Gli agricoltori del Gargano sono la mia gente, sono le nostre famiglie», ha dichiarato la consigliera regionale. «Oggi raccontano un olio pagato meno di quanto costa produrlo e olive che rischiano di restare sugli alberi. Sto con loro, con tutta la Puglia e con il Sud Italia che lavora la terra e tiene in piedi l’economia dei nostri territori».
Da qui la richiesta di misure concrete e tempestive a sostegno delle aziende agricole. «Servono misure regionali che arrivino nei campi in tempi rapidi e proposte forti da presentare al Governo, a Roma», ha concluso Starace.
La mobilitazione richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche che interessano il comparto agricolo, in una fase delicata per la produzione olivicola, tra l’aumento dei costi e la riduzione dei ricavi.