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La nuova Medicina Generale di Vieste: dai singoli ambulatori a una squadra al servizio dei cittadini

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Il trasferimento degli ambulatori non rappresenta semplicemente un cambio di sede, ma il passaggio a un nuovo modello di Medicina Generale che oggi consente di offrire ai cittadini servizi prima non disponibili.
È assolutamente condivisibile l’esigenza di migliorare i collegamenti con la struttura, realizzare adeguate pensiline di attesa, potenziare la segnaletica e garantire una più efficace informazione sugli orari e sui servizi disponibili. Si tratta di aspetti importanti che incidono concretamente sull’accessibilità e sul comfort dei cittadini e che meritano di essere affrontati con la dovuta attenzione. Bene ha fatto l’associazione “La sanità Negata” a richiamare l’attenzione delle istituzioni su questi temi.
Diverso è, invece, affermare che il nuovo modello organizzativo abbia reso più difficile l’accesso alle cure per gli anziani e per i pazienti fragili.
I dati registrati dalla nuova struttura raccontano una realtà differente. Nel solo mese di giugno, primo mese di attività, gli accessi negli ambulatori dei medici non sono cambiati ma anzi si registra un lieve incremento. Ancora più significativo è l’aumento delle prestazioni infermieristiche grazie alla presenza stabile di due infermiere. Oggi vengono effettuate quotidianamente medicazioni semplici e complesse, gestione delle ferite, terapie intramuscolari, endovenose e infusionali, controlli della pressione arteriosa, misurazioni della glicemia e numerose altre prestazioni che rappresentano un concreto valore aggiunto per i cittadini e un servizio che, nella precedente organizzazione, non era disponibile con la stessa continuità. Si tratta di dati che testimoniano come il servizio venga utilizzato e apprezzato dalla popolazione.
Per quanto riguarda i pazienti realmente fragili, occorre inoltre ricordare che la Medicina Generale dispone di strumenti specifici proprio per evitare loro spostamenti non necessari. L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e l’Assistenza Domiciliare Programmata (ADP) sono i percorsi pensati per garantire cure direttamente al domicilio delle persone non autosufficienti o con importanti limitazioni funzionali. Per questo motivo sostenere che i pazienti più fragili siano penalizzati dal trasferimento degli ambulatori non descrive correttamente l’organizzazione dell’assistenza territoriale.
Un ulteriore elemento che ha profondamente modificato l’organizzazione dell’assistenza è rappresentato dalla progressiva diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Grazie all’attivazione del FSE, infatti, la maggior parte delle prescrizioni relative alle terapie croniche viene oggi effettuata in modalità dematerializzata. Il paziente non ha più la necessità di recarsi fisicamente nello studio medico per ritirare la ricetta cartacea, con un evidente beneficio soprattutto per le persone anziane e con difficoltà negli spostamenti.
Anche per quei farmaci e presidi per i quali la normativa richiede ancora la prescrizione cartacea è stato individuato un modello organizzativo efficace grazie alla preziosa collaborazione di quasi tutte le farmacie di Vieste, che si sono rese disponibili a ritirare le prescrizioni direttamente presso la struttura della Coppitella, evitando così ai cittadini ulteriori spostamenti. È un esempio concreto di collaborazione tra professionisti sanitari che ha consentito di superare un ostacolo organizzativo e di semplificare l’accesso ai servizi.
Probabilmente ciò che è cambiato rispetto al passato riguarda una diversa modalità di accesso agli ambulatori. In passato il cittadino si rivolgeva direttamente al proprio medico per qualsiasi esigenza, dalla visita clinica al semplice consiglio, fino alle richieste prescrittive o informative. Oggi non si perde il rapporto con il medico di famiglia: cambia il modo in cui quel rapporto viene sostenuto e reso più efficace. Quel rapporto di prossimità ha certamente rappresentato un valore umano, ma non può costituire il modello organizzativo sul quale costruire la medicina generale del futuro.
L’obiettivo della riorganizzazione, infatti, non è stato semplicemente quello di trasferire gli ambulatori in una nuova sede, ma di cambiare il modello di assistenza: passare dal medico che lavora da solo a un’équipe composta da medici, infermieri e personale di segreteria, capace di offrire più servizi, una maggiore continuità assistenziale e una presa in carico più efficace dei bisogni di salute della popolazione.
Resta un dato difficilmente contestabile: per la prima volta a Vieste il cittadino può contare contemporaneamente sulla presenza di medici di medicina generale, infermieri e personale di segreteria in un’unica struttura, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 20.00.
Naturalmente nessun modello è perfetto. Ogni cambiamento richiede aggiustamenti, investimenti e capacità di ascolto. È giusto continuare a lavorare per migliorare l’accessibilità della struttura, i collegamenti, le pensiline, la segnaletica e l’informazione ai cittadini. Su questi aspetti il contributo delle associazioni e dei cittadini rappresenta uno stimolo prezioso.
Il confronto con cittadini e associazioni è indispensabile e rappresenta un’opportunità di crescita. Proprio per questo è importante che il dibattito tenga conto non solo delle criticità, che esistono e vanno affrontate, ma anche dei risultati già raggiunti e delle nuove opportunità che questo modello organizzativo offre alla comunità.
La sanità territoriale sta vivendo una trasformazione profonda. Valutarla significa osservare i fatti, misurarne i risultati e continuare a migliorarla nell’interesse esclusivo dei cittadini.
I Medici di Medicina Generale associati di Vieste

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