GUARDIA COSTIERA – Sequestrati 200 kg di novellame e reti illegali tra Manfredonia e Vieste
Operazione a largo raggio della Guardia Costiera di Manfredonia lungo il litorale Garganico, dove nelle ultime ore sono stati portati a termine due
distinte attività contro la pesca illegale e l’utilizzo di attrezzature non conformi.
Nella prima attività, condotta alle prime luci dell’alba nel porto di Manfredonia, i militari della Capitaneria di Porto di Manfredonia, sotto il coordinamento del 6° centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, hanno effettuato una serie di controlli mirati all’interno dell’area portuale durante i quali sono state rinvenute 27 cassette in polistirolo accuratamente occultate contenenti circa 200 chilogrammi di novellame di sarda e acciuga, comunemente noto come “bianchetto”, la cui pesca è vietata. Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di risalire al motopesca dal quale il prodotto ittico era stato poco prima sbarcato. L’intero quantitativo è stato posto sotto sequestro mentre al comandante dell’unità è stata contestata una sanzione amministrativa di 10.000 euro, oltre all’attribuzione di 5 punti di penalità sulla licenza di pesca e su quella del Comandante.
La seconda attività si è svolta nelle acque antistanti il litorale di Vieste, dove i militari del locale Ufficio Circondariale Marittimo, con il supporto dell’Ufficio Locale Marittimo di Rodi Garganico, hanno sottoposto a controllo un peschereccio autorizzato alla cattura del rossetto (Aphia minuta). Nel corso dell’ispezione è emerso l’utilizzo di un’attrezzatura da pesca non conforme alla normativa vigente e pertanto è stata posta sotto sequestro, mentre al trasgressore è stata contestata una sanzione amministrativa di 2.000 euro, con l’attribuzione di 8 punti di penalità sulla licenza.
Le predette attività sono state svolte in conformità all’articolo 22, comma 3, del vigente d.lgs. 9 gennaio 2012, n. 4 (“Misure per il riassetto della
normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell’articolo 28 della legge 4 giugno 2010, n. 96”), che attribuisce il coordinamento delle
attività di vigilanza volte alla tutela delle risorse ittiche e al rispetto delle normative in materia di pesca al Corpo delle Capitanerie di Porto.