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VIESTE – Il faro rimarrà di pubblica fruizione, nessun resort (solo un piccolo ristorante)

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Nessun resort. Assolutamente. Prive di fondamento le notizie circolate nelle ultime ore sulle sorti del faro di Vieste.

‘Difesa Servizi S.p.A.”, la società per azioni con socio unico il Ministero della Difesa, che opera come soggetto giuridico di diritto privato per la gestione economica di beni e servizi derivanti dalle attività istituzionali del Dicastero, dopo aver sospeso (unico caso, grazie all’azione nettamente contraria del Comune) l’iniziale bando relativo alla concessione a privati del faro di Santa Eufemia, finalizzato alla realizzazione di un resort, ha stabilito che l’unico utilizzo (e in tal senso è stato ripubblicato il bando) potrà essere quello della realizzazione di un ristorante aperto alla pubblica fruizione. Contestualmente, parte della palazzina sarà destinata a struttura museale, con la valorizzazione della grotta di “Venere Sosandra” e degli scavi archeologici (che, tra l’altro, dovrebbero riprendere questa estate). Una porzione della palazzina, inoltre, sarà a disposizione della Marina Militare, per proprie esigenze.

In questo modo, il faro (la cui “lanterna” rimarrà regolarmente attiva), avrà la sua giusta valorizzazione, stante, tra l’altro, il progetto di particolare pregio presentato dal concessionario, viestano, da sempre nel mondo della ristorazione di alto livello nella Capitale.

“Abbiamo fatto di tutto, riuscendoci – afferma il sindaco, Giuseppe Nobiletti – per evitare che il nostro faro andasse completamente in mano ai privati e diventasse un luogo inaccessibile. Invece, il nostro suggestivo isolotto rimarrà di pubblica fruizione, con la creazione di un servizio di ristorazione aperto a tutti. Ciò consentirà il pieno recupero della struttura, con mostre ed eventi culturali, particolarmente legali al mare”.

“Con Difesa Servizi – fa sapere l’assessore regionale al Turismo, Graziamaria Starace – siamo riusciti ad instaurare un ottimo rapporto di collaborazione, che ha portato alla firma del Protocollo d’Intesa per il recupero, la valorizzazione e la fruizione pubblica del Castello Svevo -Angioino, e per l’utilizzo pubblico del faro di Santa Eufemia, con una parte dedicata alla ristorazione. Un compromesso che ha evitato la gestione totalmente in mano a privati, come inizialmente il Ministero aveva programmato”.

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