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Vieste non passa la selezione per la “Capitale della Cultura”, ora si punta a “Capitale italiana del mare”

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Vieste, candidata insieme ad altre 23 città a Capitale della Cultura italiana del 2028, non è tra i dieci progetti finalisti. La proposta non è riuscita a convincere la giuria.

Stacca il pass, invece, Gravina in Puglia con ‘Radici al futuro’.

Ma in Municipio, pur dispiaciuti, non si sono persi d’animo. La Giunta comunale, infatti, proprio ieri, 20 gennaio, ha deliberato (Delibera n. 6) di partecipare all’Avviso Pubblico, pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche del mare, relativo alla procedura per la proclamazione della “Capitale Italiana del Mare”. Vieste, è risaputo, possiede un patrimonio naturale, storico, culturale, paesaggistico e identitario fortemente connesso al mare, alla marineria, ai borghi marinari, alle tradizioni costiere, alle attività della pesca, al turismo blu e alla tutela dell’ecosistema marino, costituendo un contesto pienamente coerente con le finalità del titolo.

La Giunta comunale ha ritenuto che la partecipazione alla procedura rappresenti una significativa opportunità strategica per:

rafforzare il ruolo di Vieste quale città simbolo della cultura del mare nel Mediterraneo; promuovere uno sviluppo sostenibile dell’economia blu; valorizzare il sistema costiero e i borghi marinari;

attivare processi di innovazione, partecipazione e partenariato pubblico-privato; -migliorare la qualità dei servizi di accoglienza, informazione e fruizione turistica.

Va detto che il titolo “Capitale italiana del mare” è istituito per promuovere progetti, iniziative e attività dedicate alla valorizzazione e alla piena fruizione della cultura marittima italiana. L’iniziativa favorisce il confronto e la competizione positiva tra le diverse realtà territoriali costiere, coinvolgendo tutti i Comuni italiani affacciati sul mare. Sono considerate tutte le componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine.

A partire dal 2026, il Comune costiero che otterrà il riconoscimento riceverà un finanziamento di un milione di euro per realizzare il programma di attività presentato nella candidatura. La selezione avverrà tramite procedura pubblica.

Le candidature dovranno includere un piano annuale di iniziative, interventi di valorizzazione del patrimonio marittimo, elementi di sostenibilità e obiettivi misurabili. Una commissione composta da cinque esperti indipendenti valuterà i progetti sulla base di criteri quali coerenza, innovazione, capacità di collaborazione istituzionale e ricadute sul territorio.

L’iniziativa si colloca nel più ampio quadro delle politiche nazionali dedicate alla tutela e allo sviluppo del mare.

 

 

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