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L’Associazione “Amici di don Antonio Spalatro” alla Novena di Sant’Elia Profeta a Peschici

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Su invito del parroco don Josè Massimo Hakim, l’Associazione “Amici di Don Antonio Spalatro” ha partecipato con grande emozione alla celebrazione eucaristica e alla novena in onore del Santo Patrono di Peschici, Sant’Elia Profeta. La celebrazione è stata presieduta dal padre spirituale dell’associazione, don Tonino Baldi.
Durante l’omelia, don Tonino ha tracciato un profondo parallelo tra la figura di Elia Profeta e quella del servo di Dio don Antonio Spalatro, nostro conterraneo.Entrambi, ha sottolineato il sacerdote, avevano un unico grande obiettivo: amare Dio con tutto il cuore.
Sant’Elia, il cui nome significa proprio “Il Signore è il mio Dio”, visse in un tempo dominato da correnti pagane e dalla religione di Baal. La sua più grande sofferenza fu vedere il popolo abbandonare il vero Dio per prostrarsi davanti a divinità false, seguendo gli idoli del denaro, del potere e del piacere. Tra le sofferenze più dolorose, Elia vide anche genitori abbandonare i propri figli.
In questo cammino di fede e sofferenza per la salvezza delle anime, si inserisce la figura di don Antonio Spalatro. Come Elia, anche lui fu un uomo innamorato di Dio, disposto a offrire se stesso per la conversione delle anime. Diceva spesso: “Che io possa soffrire, Signore, ma per salvare le anime. Che io sia come un seme che marcisce per portare frutto.”
Un episodio toccante è stato ricordato durante l’omelia: a Peschici, fu chiamato al capezzale di un uomo in fin di vita. Don Antonio accorse subito, ma quell’uomo rifiutò i sacramenti. Don Antonio ne soffrì profondamente e pianse a lungo. Era il dolore di un pastore che non riusciva a portare a Dio una delle sue pecore smarrite.
Il padre spirituale ha invitato tutti i presenti a prendersi cura delle anime, soprattutto dei giovani, con l’esempio, l’ascolto e la testimonianza di fede. Come ha ricordato don Tonino, “la storia si scrive soprattutto con le azioni e non solo con le parole”. Questo è l’insegnamento che ci lasciano Sant’Elia e don Antonio: vivere per Dio, soffrire per amore e testimoniare con la vita la fede che professiamo.
Padre Pio diceva: “Il Gargano è la cattedrale del creato ”. Che anche la vita di don Antonio Spalatro possa essere un seme piantato nel cuore di questa terra benedetta.
Tiziana Vescera

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