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VIESTE – Anche quest’anno nuova campagna di scavi sul faro di Santa Eugenia

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La storia del santuario rupestre di Venere Sosandra, situato sull’isola di Sant’Eugemia, a Vieste, è ancora tutta da indagare e scrivere. Per questo, il sito – di grande interesse storico-archeologico -sarà oggetto anche quest’anno di una nuova campagna di scavi, in programma tra qualche settimana.

In merito, nell’ambito del progetto di recupero e riqualificazione dei nostri beni storici, culturali e ambientali, la Giunta comunale, si proposta dell’assessora alla Cultura, Graziamaria Starace, a seguito di protocollo d’intesa sottoscritto tra Comune di Vieste e Università di Bari, con deliberazione n. 94 del 24 marzo 2022, ha finanziato la campagna di scavi 2022 con un contributo di tre mila euro, a parziale copertura delle spese.

Le ricerche, anche quest’anno, saranno condotte dall’Università di Bari (con Giuliano Volpe) e dall’Università di Foggia (con Danilo Leone, Maria Turchiano, Giuliano De Felice e Valentino Romano), in regime di concessione di scavo del Ministero della Cultura e della Soprintendenza ai Beni Archeologici delle province Foggia – Bat, con la collaborazione del Comune di Vieste e con il prezioso supporto dell’associazione Asso di Roma (con gli speleologi e archeosub Mario Mazzoli, Bernardino Rochi, Marco Vitelli).

Si tratta di una breve campagna di scavo, della durata di una settimana, che segue quelle del 2019 e 2021, all’esterno e all’interno della grotta, una cavità ipogea di formazione carsica, che fu prima un santuario pagano dedicato a Venere Sosandra, protettrice del mare e dei marinai; poi un santuario cristiano. In ogni caso, nel volgere dei secoli, la grotta è rimasta punto di riferimento dei marinai che seguivano la tratta adriatica, dal sud della Puglia verso il nord.

All’interno della grotta, infatti, sono state individuate, censite e datate numerosissime iscrizioni, che coprono un arco cronologico amplissimo, dal III secolo a.C. fino ai primi del Novecento. E’ un santuario che è rimasto attivo in età romana, alto medievale e medievale, ma anche in età moderna e contemporanea. Alle iscrizioni a Venere Sosandra, infatti, si aggiungono quelle dedicate alla Madonna; le croci e gli ex voto accanto ai ‘nodi’ lasciati dai marinai come segno del loro passaggio. A condurre il cantiere sarà un gruppo di 10 studiosi, per lo più docenti universitari, con il supporto della Asso, associazione di tecnici subacquei e speleologi di Roma. Durante la campagna di scavi dello scorso anno, fu rinvenuta una cisterna ben scavata nella roccia, la base originaria dell’ingresso della grotta, alcune tombe con resti di ossa umane. Un sito di notevole importanza, dunque, che ha ancora tantissimo da raccontare e che, a campagna ultimata, potrebbe essere posto alla fruizione di tutti, come giusto che sia.

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