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VIESTE – Monta la protesta dei balneari:” Non smonteremo nulla”

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Sul Gargano monta la protesta dopo il via libera alla riforma delle concessioni. A Vieste dove, dove ci sono quasi 100 stabilimenti balneari su oltre 30 chilometri di spiaggia, c’è rabbia e sconcerto tra i titolari di lidi che si sentono presi in giro. Le spiagge dal 2024 andranno a gara, e questo non va giù ai balneari. “Dal 1° gennaio 2024 – ci dice Michele Prencipe del Lido Cristalda – saremo tutti abusivi. Nessuno di noi smonterà niente. Abbiamo fatto tanti investimenti che ovviamente non vogliamo perdere. Il Governo farebbe bene a rivedere il tutto sperando di riservarci almeno il diritto di prelazione e il valore aziendale. Non molleremo nemmeno di un centimetro”. Nella sola Vieste, nei mesi estivi, lavorano oltre mille stagionali.
“Così – aggiunge Luigi D’Arenzo tecnico di stabilimenti balneari – si mette a serio rischio l’economia locale. Ancora una volta vengono colpite le piccole imprese familiari. Fino al 2023 non aspettiamoci investimenti. Mi fanno ridere quanti in queste ore parlano di stop al caro ombrellone. Tutt’altro. Con le concessioni all’asta i gestori saranno costretti ad aumentare i prezzi di ombrellone e lettini che in alcuni casi potrebbero raddoppiare”. Michele Giarrusso è il presidente provinciale del SIB, il Sindacato Balneari Italiani. Dura la sua reazione. “Non siamo per niente soddisfatti della decisione del Consiglio dei ministri. Noi non siamo pronti per andare all’asta. Abbiamo investito soldi ma soprattutto la nostra vita e quella dei nostri figli. Così faranno vincere i poteri forti e la delinquenza. Le aste sono un grosso punto interrogativo. Temo che solo i poteri forti investiranno in futuro. Noi non più”.

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