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VIESTE – Dopo i restauri, sostenuti anche dal Comune, riapre l’antica chiesetta rupestre di San Lorenzo martire

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Dopo il silenzio invernale, riprendono le celebrazioni nell’antica chiesa rupestre di San Lorenzo Martire.
Da alcuni documenti ritrovati durante questo inverno, negli archivi della Curia Vescovile di Vieste e nella biblioteca nazionale di Napoli, ora sappiamo con certezza che questa è una delle più antiche Chiese di Vieste.  Il primo documento riferito alla sua esistenza risale al 9 novembre del 1053 del papa Leone II il quale, accogliendo sotto la protezione apostolica il monastero di Santa Maria di Tremiti conferma all’abate del tempo, Giusenolfo, il possesso della Chiesa di San Lorenzo “in civitate Vesti…”
Pur tra le difficoltà del recente lookdown dovuto al coronavirus, con le dovute autorizzazioni degli uffici predisposti, nei mesi scorsi abbiamo provveduto ad un intervento di risanamento conservativo della Chiesa, permettendole di ritrovare un nuovo volto ed una nuova luce. Sono stati infatti intonacate le pareti interne con materiale adatto a combattere e a rallentare l’eventuale aggressione dell’umidità e della salsedine tipiche del sito dove la chiesa è posta, a poche decine di metri dal mare e sulla sommità di una collina continuamente esposta ai quattro venti.  Anche i muri esterni in conci di pietra a vista sono stati preservati dalle umidità.
Internamente è stato aggiunto un altare liturgico in pietra che non contrasta con quello originario, anch’esso restaurato. Rende tuttavia possibile la celebrazione eucaristica secondo i riti liturgici attuali.  Le riproduzioni delle icone dei santi Lorenzo e Michele sono state poste in cornici che le risaltano e ben si intonano con la vetustà dell’ immobile.  Nuovi mobili nella sacrestia hanno sostituito quelli esistenti, molto fatiscenti, non antichi e di nessun valore. La campana ha ripreso a suonare autonomamente ed elettricamente. Gli impianti elettrici sono stati sostituiti con nuovi impianti a norma. Anche gli antichi muri perimetrali della chiesa sono stati illuminati e di notte – d’ora in poi – si renderanno visibili anche da lontano e dal centro abitato di Vieste.

Un particolare ringraziamento va ora a tutti coloro che hanno collaborato per il recupero strutturale, storico e artistico dell’immobile. Innanzitutto all’Amministrazione comunale di Vieste che ha sponsorizzato in gran parte economicamente l’opera con un rilevante contributo. Poi ai vari offerenti (Marmeria “La Garganica “ per l’altare e la pietra della Madonna anch’essa restaurata, il mobilificio Gentile per i mobili della sacrestia, la famiglia Giura per il dono di un organetto elettronico, gli eredi della famiglia Ciuffreda Salvatore per il dono di un antico lavello in pietra scolpita, le guardie della foresta Umbra per il sostegno in legno del lavello, la famiglia Nobiletti per il dono della elettricità, gli eredi della famiglia Azzarone Franchino per il dono del nuovo portone principale che sostituisce quello esistente ormai molto fatiscente e pericolante, l’ordine dei pellegrini di San Michele per il dono delle cornici delle riproduzioni delle Icone di San Lorenzo e san Michele, la famiglia Curatolo per il dono della riproduzione su tela di San Michele Arcangelo, tutte le ditte e progettisti che hanno lavorato ed anche offerto il coro contributo e il gruppo delle donne che hanno provveduto alla fatica della pulizia della chiesa.

Grazie anche a quanti ancora vorranno contribuire per completare il saldo della spesa totale.
Un grande grazie al Signore, alla Vergine di Merino, a San Lorenzo e San Michele che ci hanno guidato ed assistito in questa non semplice opera di risanamento. Prevediamo prossimamente – se non ci saranno problemi relativi al contenimento del coronavirus – di svolgere oltre alle celebrazioni delle Sante messe anche iniziative di ripristino delle tradizioni religiose che avevano luogo sulla collina ed iniziative di natura culturale. Interessanti notizie – come ho già accennato all’inizio – sono venute in nostro possesso grazie ad accurate ed appassionate ricerche del dottor Franco Ruggieri e del prof. Francesco Innangi presso la biblioteca nazionale di Napoli. Anche queste prevediamo di portare a conoscenza della popolazione di Vieste, appena possibile.

Per il momento comunichiamo che le messe saranno celebrate ogni sabato alle ore 18,30 per tutta l’estate a partire dal 27 giugno prossimo.
A causa del rispetto delle distanze sociali, coloro che non potranno entrare in Chiesa potranno tuttavia seguire la Santa Messa con altoparlanti predisposti all’esterno dove anche ci sarà la possibilità di sedersi su comode sedie.

Don Tonino Baldi

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