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VIESTE – Tantissimi giovani alla presentazione del libro “Ti mangio il cuore”

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Vieste ha ospitato ieri mattina Giuliano Foschini, uno dei due autori del libro “Ti mangio il cuore” (Carlo Bonini era a Malta per lavoro), un libro di fatti veri, di storie drammatiche, tutte legate alla mafia foggiana, ben raccontati dai due giornalisti di Repubblica. Organizzato dall’assessorato alla Cultura del comune di Vieste nell’ambito degli incontri letterari, il forum ha visto la partecipazione di tanti ragazzi dell’IPEOA “Mattei”, del Polivalente “Fazzini-Giuliani” e dell’Istituto Comprensivo “Rodari- Alighieri-Spalatro”. Gli studenti dopo aver attentamente ascoltato l’intervento di Foschini, hanno formulato allo stesso autore del libro diverse domande relative ai contenuti del testo edito da Feltrinelli. Dalla genesi della mafia garganica, al perché scrivere un libro sulla criminalità organizzata della Capitanata, al quanto può essere utile un libro come questo a sconfiggere la mafia sul Gargano. “Questa è una guerra che prima o poi finirà, perché i mafiosi o muoiono e vengono arrestati. Con il collega Bonini abbiamo cercato di raccontare gli episodi più significativi degli ultimi dieci anni in una provincia dove la mafia c’è ed è la più pericolosa, e chi lo nega è il primo complice. Lo abbiamo fatto attraverso atti giudiziari inediti, testimonianze di investigatori e vittime della criminalità organizzata”. Grande alleata dell’appuntamento odierno è stata la scuola viestana che da tempo sta lavorando con gli studenti per ridare dignità e legalità alla città. Cosi come lo sta facendo dal primo giorno dell’insediamento, l’attuale amministrazione comunale di Vieste, guidata dal sindaco Giuseppe Nobiletti. Ad introdurre lo scrittore Giuliano Foschini è stata l’assessore alla Cultura, Graziamaria Starace. “Agire in senso preventivo, attraverso una politica educativa da condividere con le istituzioni scolastiche è l’arma vincente. I ragazzi devono capire che la legalità è l’unica strada percorribile, anche per una questione di convenienza. I mafiosi fanno tutti una brutta fine perché o muoiono assassinati o finiscono in galera. Noi ce la metteremo tutta continuando a realizzare progetti sull’educazione civica e sulla legalità”.

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