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VIESTE – In morte di Michele Circiello, il delicato ricordo di Maria Luisa Spina Diana

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Michele Circiello se n’è andato in questa estate torrida che, per la prima volta ha visto chiusi i battenti del suo studio, quell’oasi di poesia e bellezza all’ingresso del centro storico di Vieste.
Mi guardo una foto, una luminosa istantanea di un’estate di anni addietro, nel tentativo di ritrovare Michele ancora una volta: lui e Giovanna sono con Ettore Scola, Filippo Fiorentino, Carlo Nobile e la sottoscritta; mi sento un pesce fuor d’acqua, una privilegiata di quella cerchia di persone che hanno onorato l’arte e la cultura, reso omaggio alla Città. Faccio le mie considerazioni nel mentre che mi soffermo ad osservare il famoso regista, Filippo squisito uomo di lettere, Carlo amabile promoter d’arte e spettacolo, artista egli pure e…Michele, l’umile “accertatore di tracce” che ha allestito oltre cento mostre personali in Italia e all’estero; Michele che, in prestigiose gallerie internazionali, immagino intrattenere gli ospiti con la grazia del suo sorriso, la sua conversazione sussurrata, la soddisfazione di aver guadagnato non solo l’ennesimo estimatore ma ancora un amico. Nella foto che trattengo tra le mani egli è perfettamente a suo agio con persone che anziché tradire nell’espressione del volto la boria del successo personale, beneficiano a vicenda del calore della amicizia; lo rivela il sorriso cordiale, lo slancio delle mani che tendono all’abbraccio, la semplicità dell’incontro. Sono lì, in via Cesare Battisti, la strada che nella mente degli amministratori di allora, doveva diventare “la via degli artisti”; sono in quello studio dove i coniugi Circiello, con la discrezione che li contraddistingue, custodivano assieme lo stordimento di quelle chiazze di colore…il rosso il blu il verde il giallo…l’inno alla vita di Michele: guardiani della bellezza che lì fuori usciva persino dai cataloghi.
Immagino di accarezzarlo insieme a Giovanna, la compagna di una vita, che ha sostenuto con dedizione e intelligenza, il genio del marito, prima ancora di organizzarne con lui gli sviluppi. Accarezzo quei cataloghi freschi di stampa, levigati al tatto, per salutare l’ultima volta Michele, dirgli grazie e rassicuralo che Vieste, da che lui le ha reso onore con le sue opere, non lo dimenticherà mai! Dal ricordo del suo artista e della sua Cristalda, che imperiosa fronteggia la spiaggia di San Lorenzo, la nostra Città trarrà stimolo a non trascurare il sogno ed essere qualcosa di più che un banale luogo di villeggiatura.

Vieste lì, 08 agosto 2019

Maria Luisa Spina Diana

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