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OPERAZIONE “ORO GIALLO” -Vendevano olio di semi spacciandolo per extravergine di oliva, 24 arresti

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I Carabinieri del NAS di Foggia, a conclusione dell’indagine denominata “Oro
Giallo” condotta dallo stesso NAS e coordinata dalla locale Procura della Repubblica,
in coordinamento continuo con Eurojust (agenzia dell’Unione Europea che si occupa
del coordinamento investigativo nei casi di reati transnazionali) e con Europol
(Ufficio di Polizia Europeo), per gli aspetti operativi transnazionali, supportati dai
militari NAS del Gruppo Tutela Salute di Napoli con il supporto del Comando
Provinciale Carabinieri di Foggia e con la collaborazione della Polizia Tedesca,
hanno dato esecuzione contestuale in Cerignola (FG), San Severo (FG), Lavello (PZ)
e in Germania, ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale, emessa dal
G.I.P. del Tribunale di Foggia, Dottoressa Manuela Castellabate, su richiesta della
Dottoressa Maria Giuseppina Gravina, Sostituto Procuratore, nei confronti di 24
soggetti (di cui 14 in carcere e 10 agli arresti domiciliari), ritenuti responsabili, a
vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di
una serie indeterminata di delitti di frode nell’esercizio del commercio, vendita di
sostanze alimentari genuine come non genuine, vendita di prodotti industriali con
segni mendaci, ricettazione, tutti illeciti correlati alla produzione, alla distribuzione e
commercializzazione, sul territorio nazionale e internazionale, secondo una precisa
divisione delle zone di distribuzione del prodotto da parte degli associati, di ingenti
quantità di olio di semi etichettato fraudolentemente come olio extravergine di oliva.
L’attività rientra anche nella più vasta azione internazionale, con cadenza annuale,
denominata OPSON, focalizzata al contrasto della contraffazione di alimenti e
bevande e coordinata da Europol.
Il provvedimento scaturisce dagli esiti di una rilevante attività investigativa, originata
da un’ispezione effettuata presso una rivendita di generi alimentari del mercato
rionale di Foggia, condotta dai Carabinieri del NAS, che ha permesso di disvelare
l’esistenza di un’associazione per delinquere che gestiva il traffico di ingenti
quantitativi di olio di semi (di soia o di girasole) sofisticato mediante l’aggiunta di
clorofilla e betacarotene, in modo da renderlo simile all’olio extravergine di oliva e
commercializzarlo con tale qualità generando un ingiusto notevole guadagno. La
vendita avveniva soprattutto nelle regioni del Nord Italia, nel Lazio (Roma), in Puglia
e soprattutto Germania. La base dell’organizzazione era dislocata in Italia, a
Cerignola (FG), all’interno di un oleificio regolarmente autorizzato, utilizzato sia
come base logistica della sofisticazione che per assumere le decisioni in seno
all’associazione. Al titolare dell’oleificio e capo del sodalizio gli associati si​ ai moderni mezzi di pagamento quali bonifici bancari o versamenti su PostePay . In
alcuni di questi casi, i conto correnti bancari erano intestati a prestanome, ma a volte
collegabili o riconducibili agli indagati.
Le indagini, che hanno permesso la disarticolazione del sodalizio criminoso, sono
state svolte mediante l’incessante opera di collegamento degli elementi investigativi
raccolti con sistematica attività tecnica di intercettazione di decine di utenze
telefoniche fisse e mobili, intercettazione telematiche (e-mail), ambientali audio e
video, tracciatura GPS, supportati dai metodi di indagine tradizionale (pedinamenti,
osservazioni a distanza, acquisizione d’informazioni, accertamenti bancari e
patrimoniali).
Le attività investigative svolte hanno consentito di effettuare 28 sequestri in campo
nazionale di olio sofisticato, condotti durante le fasi di trasporto e deposito, nonché di
individuare e vincolare due strutture presso le quali avveniva il processo materiale di
sofisticazione e contraffazione. Tra gli interventi eseguiti nel corso delle indagini,
sono stati bloccati 6 autotreni carichi con 23.000 litri ciascuno di olio sofisticato, in
tragitto per giungere in Germania come destinazione finale. Inoltre numerosi altri
sequestri, importanti per documentare il contenuto reale dell’olio e la capillarità del
sistema di vendita in un ampio territorio, sono stati operati con il supporto dei NAS
competenti per territorio presso ristoranti delle principali città di 8 regioni italiane
(Roma, Campobasso, Ancona, Milano, Torino, Parma, Napoli e varie località
pugliesi) ed in Germania, svolti con l’aiuto della polizia tedesca. In particolare, alcuni
interventi mirati svolti dagli investigatori hanno consentito di accertare consegne di
olio sofisticato anche presso noti ristoranti del centro storico di Roma e di Berlino,
con contestuale sequestro di lattine di olio con etichettature riconducibili ad aziende
inesistenti, venduto ad un prezzo nettamente inferiore a quello di un olio dichiarato di
produzione nazionale.
Parallelamente alle attività investigative in Italia, con il continuo supporto
organizzativo ed il coordinamento dell’agenzia Eurojust che, a mezzo delle sue
rappresentanze italiane e tedesche, ha gestito la fase di coordinamento
sovranazionale, tramite l’organizzazione di incontri all’Aja per lo scambio di atti ed
informazioni tra le Procure e le forze di polizia italiane e tedesche, la facilitazione
dello svolgimento di attività investigative in Germania e della fase esecutiva della
misura emessa dal GIP di Foggia, nonché in costante coordinamento con Europol per
la Polizia Tedesca, si sono intraprese una serie di attività di polizia giudiziaria che
hanno visto il coinvolgimento della Procura di Darmstadt. Queste attività hanno
consentito di individuare e identificare tutti i soggetti coinvolti in Germania e quindi
confermare l’ipotesi investigativa transnazionale del NAS, consentendo anche una
serie di fondamentali attività operative sfociate nel sequestro di ingenti quantità di
olio sofisticato.
La fraudolenta attività commerciale ha determinato un notevole profitto illecito in
favore dei soggetti coinvolti generando un volume di affari milionario, nella​
considerazione che ogni litro di olio sofisticato, compreso il contenitore utilizzato,
aveva un costo produttivo di circa 1,20 euro, rivenduto sul mercato a prezzi oscillanti
tra i 5 ed i 10 euro per litro. I dati raccolti nel corso delle investigazioni hanno
permesso di quantificare documentalmente che l’oleificio di Cerignola (FG) ha
acquistato in un anno solare circa un milione di litri di olio di semi per un importo di
un milione di euro. Se si considera che il 90% dell’olio giunto presso l’oleificio è
stato successivamente commercializzato come olio sofisticato, si può facilmente
intuire che il denaro illecitamente percepito sia all’incirca di 8 milioni di euro annui,
ovviamente con l’elusione totale di imposte e costi connessi all’adozione di sistemi di
igiene e prevenzione sanitaria e tutela dei lavoratori. Durante le operazioni, inoltre, è
stata sequestrata ulteriore clorofilla, rinvenuta presso l’oleificio, a testimonianza delle
attività di sofisticazione ancora in atto.
Infine, si rappresenta che gli indagati, figurando quali braccianti agricoli, seppur
milionari, hanno indebitamente percepito l’indennità di disoccupazione mediante
erogazione da parte dell’INPS, attestando fittiziamente l’assunzione presso aziende
compiacenti.
I provvedimenti giudiziari connessi all’indagine, la cui fase conclusiva si è svolta
nella giornata del 13 maggio 2019, hanno complessivamente comportato l’esecuzione
di 24 misure cautelari nei confronti dei responsabili, il sequestro di due immobili e di
un’azienda olearia, dei mezzi di autotrasporto riconducibili al sodalizio (tra cui 6
autotreni, dei quali due in territorio tedesco), nonché un ammontare di oltre 150mila
litri di olio sofisticato, solo quest’ultimo stimato per un valore commerciale in un
milione e 200mila euro.

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