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Vieste – Sanremo: Ecco il testo della canzone La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Pubblicato su Sorriosi e Canzoni in edicola oggi.

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Reso noto, con la pubblicazione su “Sorrisi e Canzoni” in edicola da oggi, il testo della canzone “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, che Max Gazzè presenterà al prossimo Festival di Sanremo, in programma all’Ariston dal 6 al 10 febbraio.
Si tratta di una vera e propria poesia, uno struggente inno all’amore. Un testo straordinario, che solo a leggerlo vien la pelle d’oca. Non osiamo immaginare come sarà il brano orchestrato.
Gazzè, infatti, si affiderà alla grande orchestra della Rai, composta da rinomati professori, per presentare nella sua forma ufficiale la canzone ispirata alla leggenda di Vieste, di cui già tanto si sta parlando.
Come da noi preannunciato ieri, nel testo, scritto dal fratello di Gazzè, Francesco, e da Francesco De Benedittis, si fa espressamente riferimento a Vieste: “E allora dal mare salirono insieme, sulle spiagge di Vieste, malvage sirene… Qualcuno le ha viste portare nel fondo Cristalda in catene”.

Ma ecco, di seguito, il testo completo.

LA LEGGENDA DI CRISTALDA E PIZZOMUNNO

Tu che ora
Non temi,
Ignorane
Il canto

Quel coro ammaliante
Che irrompe alla mente
E per quanto
MUlini

Le bracca oramai
Non potrai
Far più niente.
Ma se ti rilassi
E abbandoni
Il tuo viso
A un lunghissimo Sonno,
O mio Pizzomunno,
Tu guarda
Quell’onda
Beffàrda
Che affonda

Il tuo amore indifeso.
Io ti resterò
Per la vita fedele
E se fossero
Pochi, anche altri cent’anni!
Così addoldrai gli inganni
Delle tue sirene …

Cristalda era bella
E lui da lontano
Poteva vederla
Ancora così
Con la mano
Protesa

E forse una lacrima
scesa Nel vento.
Fu solo un momento,
Poi lui spari
Allargo

E lei in casa cantando…
Neppure il sospettO
Che intanto
Da sotto
La loro vendetta
Ed il loro lamento!
Perthé poveretta
Già avevano in cuore
I muscoli tesi
Del bel pescatore,
E all’ennesimo
Suo rifiuto
Un giorno fu punito!

Ma io ti aspetterò …
Io ti aspetterò,
Fosse anche per cent’anni
[aspetterò …
Fosse anche per cent’anni!

E allora dal mare
Salirono insieme
Alle spiagge
Di Vieste
Malvage
Sirene …

Qualcuno le ha viste
Portare
Nel fondo
Cristalda in catene.
E quando
Le urla
Raggiunsero il delo,
Lui impazzì davvwro
Provando
A salvarla,
Perché più non c’era…
E quell’ira
Accecante
Lo fermò per sempre.
E così la gente
Lo ammira
Da allora,
Gigante
Di bianco calcare
Che aspetta tuttora Il suo amore
Rapito
E mai più tomato!

Ma io ti aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
Io ti aspetterò
Fosse anche per cent’anni!
Si dice che adesso,
E non sia leggenda,
In un’alba
D’agosto
la bella Cristalda
Risalga
Dall’onda
A vivere ancora
Una storia
Stupenda.

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