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Manfredonia – La Corte dei Conti chiede al sindaco, assessori, consiglieri e dirigenti la restituzione di oltre quattro milioni di euro

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corte dei conti4.304.319,97 euro: è la somma che la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo di Puglia, chiede la restituzione ai sensi di legge al sindaco Angelo Riccardi e a una trentina tra assessori, consiglieri comunali, dirigenti e funzionari del Comune di Manfredonia della precedente amministrazione Riccardi. L’importo di cui innanzi, corrisponde alle <somme illecitamente riconosciute e pagate all’ASE SpA quali corrispettivi a saldo per le annualità 2003/2010>.
La Corte dei conti di Bari ha pertanto provveduto a costituire in mora i “presunti responsabili” attraverso, come da prassi, il segretario generale del Comune di Manfredonia, Michele Smargiassi, <destinatario di un decreto a firma del vice procuratore generale della sezione giurisdizionale regionale Puglia della Corte dei conti, Pierpaolo Grasso> nel quale la magistratura contabile, fatto riferimento alla deliberazione del Consiglio comunale n. 63 del 29 novembre 2011 e <considerato che a seguito degli accertamenti istruttori e nelle more di ulteriori accertamenti è opportuno procedere a costituire in mora dei presunti responsabili>, ha fatto espressa richiesta di procedere alla formale messa in mora <di coloro i quali hanno proceduto a votare favorevolmente alla delibera della giunta comunale n. 342 del 23 novembre 2011 ad oggetto “Determinazione debiti fuori bilancio a favore dell’ASE, annualità dal 1991 al 2010” nonché di coloro <che hanno espresso parere di regolarità tecnica e contabile e del segretario generale presente alla deliberazione”. Stessa procedura per la deliberazione del consiglio comunale n. 63 del 29 novembre 2011 avente il medesimo oggetto di quella precedente.
Costituzione in mora anche nei confronti <dei componenti del Collegio dei revisori che hanno espresso parere favorevole alla deliberazione, composto da Raffaele Ognissanti, presidente, Giovanni Pio Gelsomino e Francesco Mele, componenti>; di Michelangelo Nigro, dirigente del settore bilancio; del dirigente Matteo Ognissanti per aver svolto le funzioni di vice segretario generale verbalizzante; il segretario generale Federico Giovanni Fiorentino per aver svolto le funzioni di segretario verbalizzante.
A dare notizia del provvedimento della Corte dei conti un comunicato del Comune di Manfredonia allegato a sole quattro pagine delle sette che compongono il decreto della magistratura contabile di Puglia. Una scorrettezza formale – è stato rilevato – per nascondere cosa? Che non si vuol far sapere alla gente? Il documento integrale sarà ugualmente di dominio pubblico e l’espediente tanto goffo quanto inutile escogitato dalla civica amministrazione sarà valso a confermare quell’andazzo “reticente e fuorviante” che hanno evidenziato e censurato i giudici della Corte dei Conti. Così come del tutto incoerente è stato considerato quel tentativo del Comune di minimizzare la portata del decreto che ha valore, come evidenzia il segretario Smargiassi, <quale formale atto di interruzione del decorso dei termini prescrizionali> e dunque consentire, come è detto nel decreto, <ulteriori accertamenti> per le opportune decisioni di legge.
Questo ennesimo intervento della Corte dei conti che tiene sotto controllo questa amministrazione comunale, dimostra, se mai ve ne fosse bisogno, la gravità della situazione creata in questi ultimi anni nella gestione del Comune di Manfredonia che i giudici contabili hanno esplicitato in tre lettere nelle quali denunciano una serie di inadempienze, omissioni, errori e soprattutto un atteggiamento omissivo e deviante segno di una arroganza del tutto fuori luogo. Pesanti e rigorose le prescrizioni per un piano di rientro da diciotto milioni di euro che avrà gravose ripercussioni sulle prossime amministrazioni. Naturalmente il coinvolgimento personale dei chiamati in causa dalla Corte dei conti, ha messo in subbuglio gli interessati coinvolti e tutto il mondo politico chiamato a fronteggiare situazioni di emergenza anche a breve scadenza.
Michele Apollonio

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